mercoledì 18 giugno 2008
FLASH
sabato 7 giugno 2008
Chi ha visto Berlusconi?

giovedì 5 giugno 2008
WiFi dannoso?

sabato 17 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
FORUM PA: Caro Internet ho perso il filo...
"Con questa iniziativa la Provincia mira a portare internet ad alta velocità in tutto il territorio Trentino, per garantire così l'accesso ai servizi innovativi offerti tramite il web a tutti i cittadini e per incentivare lo sviluppo di tutta la provincia, colmando il digital divide territoriale ed economico che ancora oggi colpisce vaste aree del Trentino. Il tutto grazie alla realizzazione di una rete in fibra ottica di oltre 700 km - da realizzare entro il 2010"MARCO TRAVAGLIO a Parma
Marco Travaglio presenta il nuovo libro "Se li conosci li eviti".
mercoledì 14 maggio 2008
FORUM PA che fine a fatto il Wi-Max????
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/04_Aprile/07/wimax.shtml
Un estratto: “Una vera rivoluzione: porterà la banda larga e le connessioni senza fili ovunque. Perché non ha bisogno di cavi…”
Poi la questione si evolve e come tutte le cose in Italia, si gonfia, si deforma, non arriva al dunque, come con l’iPhnoe in fondo…
È il ministro Gentiloni, alle telecomunicazioni ad occuparsi della faccenda e a lanciare il bando per l’assegnazione delle frequenze con le quali distribuire il WI-MAZ (bando in .pdf)
Nella sezione DOSSIER del FORUM della Pubblica Amministrazione che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, Tommaso Del Lungo presenta:
La tecnologia Wi-Max
IN: Governance
Categoria: Reti e networkDimensione: Tecnologica
Tipo: Dossier
Con l'acronimo Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) si intende una tecnologia in grado di far viaggiare il segnale "dati" (quello di
internet, per intenderci) via radio, utilizzando una particolare frequenza dello spettro elettromagnetico. In pratica come le radioline a pile che gli italiani
portavano sempre con sé fino a qualche anno fa, per seguire "tutto il calcio
minuto per minuto", il Wi-Max consente un accesso veloce ad internet anche in quei posti dove un cavo non arriverebbe mai, per questioni economiche,
geografiche o ambientali. Ovviamente il Wi-Max non è l'unica tecnologia senza fili per la diffusione del segnale "dati", ma a differenza del Wi-Fi, lo
standard attualmente utilizzato, che risulta efficace esclusivamente entro
distanze di pochi metri, il Wi-Max consente una copertura molto più ampia (fino
a 74 Mbit/s in un raggio di circa 50 chilometri). Il termine Wi-Max in Italia
circola da diversi anni già da quando le frequenze che trasportavano il segnale
erano "bloccate" dal Ministero della Difesa che le utilizzava per le proprie
comunicazioni. Anche per questo, anzi forse proprio per questo, il Wi-Max nel
nostro Paese è stato spesso individuato ed invocato come rimedio miracoloso,
panacea universale per tutti i problemi di ritardo, arretratezza e divario
digitale che affliggono l'Italia.
L'accordo tra il Ministero della Difesa e quello per le Comunicazioni risale alla fine del 2006 e, con la pubblicazione del bando per l'assegnazione delle licenze e la chiusura dell'asta del febbraio scorso, l'Italia si prepara a avere una propria rete Wi-Max (o forse è meglio dire più reti) e potremo toccare con mano se questa tecnologia rispecchia a pieno tutte le aspettative riposte. Ma cosa dice il bando:
- 3 lotti di licenze - due a livello
macro-regionale (le macroregioni individuate sono 7) ed una rilasciabile a
livello regionale per un totale di 35 licenze; - 15 anni la durata della
licenza rinnovabile; - Base d'asta che per il lotto regionale va dagli 80.000
euro del Molise ai 3 milioni della Lombardia e per l'area macro-regionale parte
dai 400.000 euro della Sardegna fino ad arrivare agli oltre 3.4 milioni del
lotto FVG, Veneto, Emilia-Romagna e Marche; - Le licenze per le macroaree sono
cumulabili, ma ciascun operatore non potrà aggiudicarsi più di una licenza per
ciascuna macroarea; - Tempi: l'ammissione alla gara va chiesta nei 45 giorni
successivi alla pubblicazione del bando e la valutazione avverrà nei successivi
15 giorni. Da quel momento i partecipanti avranno altri 30 giorni per presentare
le offerte e provvedere ai rilanci; - Previsione conclusione asta: entro
febbraio 2008; - Garanzie: ogni aggiudicatario dovrà garantire una
"significativa" copertura territoriale ed un "particolare impegno" nelle aree
soggette a digital divide sulla base di un meccanismo a punteggio per cui su 60
punti da raggiungere 30 devono essere realizzati installando impianti nei Comuni
a "digital divide totale". - L'elenco dei comuni, suddivisi in tre aree a seconda del divario digitale è allegato al Bando di Gara; Gli operatori avranno 30 mesi per realizzare quanto previsto dal bando. Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d'uso, gli aggiudicatari
che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare
richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di
negoziazione commerciale.
e Beppe Grillo cosa ne pensa?
A novembre dello scorso anno si è scagliato duramente contro il ministro per una semplice questione: non voleva che partecipassero al bando COMPAGNIE TELEFONICHE che già posseggono antenne per la comunicazione telefonica e voleva che il servizio fosse gestito diterramente dagli Enti territoriali comunali, provinciali, ecc…
Queste le sue parole dalla petizione lanciata dal suo Blog:

“Paolo Gentiloni ha fatto il bando sul WiMax.. Paolo è uno che non ha tempo da perdere. E’ sempre al tennis con il suo amico Ermete e nei momenti di relax è immerso nella lettura di Liala. Ha fatto carriera, da portavoce di Rutelli al Comune di Roma è diventato ministro delle Comunicazioni. Un ministero che richiede grande impegno e competenza. Paolo conosce i suoi limiti. Le leggi e i bandi li fa scrivere agli addetti del settore:- per la deroga dei termini del digitale terrestre ha telefonato a Confalonieri che gli ha dato un paio di dritte. Ora Fede non ha nulla da temere: non diventerà digitale fino al 2012. Rete4 è salva- per dare nuovi contributi alla stampa e tappare la bocca ai blog ha usato un prestanome. Dato che Paolo è il prestanome di Rutelli, si tratta quindi di un presta-prestanome, il mitico Ricardo (con una c sola) Levi. La Levi-Prodi, scritta sotto dettatura di Berlusconi e De Benedetti, lui non l’ha letta. L’ha anche confessato ai 700.000 blogger italiani e ha detto che in futuro sarà più attento- per il WiMax, la tecnologia che trasmette a 50 chilometri con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide? Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato. Le frequenze per il WiMax di proprietà dello Stato saranno consegnate ai responsabili del ritardo dell’Italia che, secondo i dati dell’Unione Europea, è sotto la media dell’Europa allargata dei 27. Per facilitare l’ingresso dei grandi operatori Paolo ha fissato il prezzo d'asta complessivo di tutte le licenze WiMax in 45 milioni di euro. Un’elemosina per lo Stato. Un prezzo così basso era giustificabile per fare entrare nuovi operatori, come è successo in Francia, non per i soliti noti che guadagnano miliardi di euro. Dopo la pubblicazione del bando, preso dall’entusiasmo per aver superato Gasparri, Paolo ha dichiarato: “Il Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte Regioni italiane".Grazie a un ricorso della società MGM che non vuole l’ammissione degli operatori UMTS (quelli attuali) alla gara il bando WiMax ha subito un colpo d’arresto. Proviamo noi a dargliene uno mortale con una petizione alla Comunità Europea.”
Poi il bando si conclude, nel FORUM DELLA P.A. e con data 07/04/2008, Chiara Buongiovanni, riporta questa intervista a Luigi Vimercati. Nato a Monza il 4 aprile 1953, politico italiano è stato Sottosegretario di Stato al Ministero delle Comunicazioni nel secondo governo Prodi.
Assegnate le licenze Wi-Max, la valutazione di Luigi Vimercati
"Mentre il Rapporto Osservatorio Banda Larga - Between rende noti i dati broadband al dicembre 2007 – diffusione al + 4% e copertura al 94% della popolazione – cresce l’attenzione sul Wi–Max, per le cui frequenze si è recentemente chiusa l’assegnazione dei diritti d’uso su base d’asta.
Alla luce di un risultato conclusivo che ha visto un rialzo d’asta del 176%, ponendo l’Italia al primo posto tra i Paesi dell’Unione, abbiamo chiesto una valutazione al Sottosegretario alle Comunicazioni, prof. Luigi Vimercati, con cui avevamo già condiviso prospettive e preoccupazioni al lancio del Bando di gara.
Come valuta la gara sulle licenze Wi-Max chiusa lo scorso 28 febbraio dopo 9 giornate di rilanci, 48 tornate e un incasso finale pari a 136.337.000 euro?
Gli esiti mi sembrano lusinghieri: abbiamo riscontrato un altissimo interesse. Si deve tener conto che il valore complessivo dell’incasso finale è stato superiore ai 136 milioni di euro con + 176% sulla base d’asta. Si tratta del valore di gara più elevato tra tutte le gare sul Wi-Max svolte nell’Unione Europea. Questo dato va a testimonianza di un bando ben fatto e di un grande interesse tra gli operatori. Direi che da questo punto di vista siamo molto soddisfatti. Adesso inizia la fase operativa; una volta aggiudicati i diritti d’uso bisogna fare gli impianti affinché questa tecnologia venga messa a disposizione dei cittadini. Le preoccupazioni iniziali sembravano principalmente due: rischio di monopolizzazione da parte dei maggiori operatori TLC e necessità di garantire tempi certi.
Come ci si muoverà su questo ultimo punto, considerando che con il rialzo d’asta le aziende hanno fatto un investimento iniziale già molto consistente?
Innanzitutto ribadiamo che i timori su una vittoria schiacciante dei grandi delle telecomunicazioni sono stati decisamente fugati, perché se escludiamo la parte Telecom, che si è aggiudicato una quota non rilevantissima - 13 milioni su 136 milioni (circa il 10%) - possiamo dire che le altre grandi TLC sono sostanzialmente assenti. In sintesi, il bando ha risposto bene all’obiettivo che gli avevamo assegnato: spingere a una vera apertura del mercato a nuovi operatori. Chiaramente dobbiamo attendere che questi nuovi operatori facciano gli impianti, e per questo il bando ha previsto dei limiti temporali definiti a 30 mesi per ogni regione o macroregione. Noi, come Ministero delle Comunicazioni, saremo attenti a seguire gli investimenti di ciascuno perché quei limiti temporali non vengano oltrepassati. Va chiarito che, in caso di mancato adempimento, noi siamo nelle condizioni di ritirare la richiesta. Dunque è chiaro che chi si è impegnato nell’acquisto ha tutto l'interesse a realizzare gli impianti, dando esecuzione ai programmi che ci ha presentato. Mi sembra sinceramente improbabile e perfino un po’ masochistico spendere tutti questi soldi e non far nulla.
Come si garantisce che, qualora in difficoltà nell'adempiere agli obblighi, il piccolo operatore non venda i propri diritti al big?
Non è possibile cedere diritti a terzi senza l’autorizzazione del Ministero. Quindi non c’è un rapporto diretto tra operatori: chiunque voglia cedere i diritti deve comunque coinvolgere il Ministero, sia che lo si voglia fare al termine della concessione (che dura 15 anni, ndr) sia durante. Da questo punto di vista direi che siamo abbastanza tutelati. Mi permetto di chiudere con una riflessione e un invito a quanti hanno seguito le vicende del bando e sono interessati a vario titolo alla diffusione del Wi Max. Io direi che è giusto avanzare dubbi e domande, però in definitiva dobbiamo vedere in positivo le cose. L’assegnazione dei diritti è un passo importante per l’Italia nella lotta al digital divide e credo che sia utile mettere in luce il fatto che abbiamo concluso un’operazione importante che darà un contributo rilevante. In questo senso va sottolineata la particolare attenzione dedicata proprio alle aree in digital divide. Mi riferisco al fatto che nell’assegnazione delle licenze si è tenuto conto di un particolare punteggio per gli impegni presi dalle aziende a coprire le aree in digital divide. E’ un bando con un importante obiettivo, che coinvolge le imprese attribuendo loro responsabilità rilevanti e noi siamo convinti che, da questo punto di vista, i risultati attesi verranno."
Per ulteriori informazioni andate sul sito:
http://www.wimax-italia.it/
continua.. forse... vi riaggiornerò...
martedì 13 maggio 2008
Il futuro di Radio e TV è nel PODCAST


Si scaricano in 3 minuti per mezz’ora di video e le rivedi anche se non sei connesso, sono tutte gratis e nomadica… cioè: le vedrò anche in riva al mare quest’estate... insomma:
Ho estrapolato due esempi di nostre colleghe riguardanti Tv e radio digitali on-line.
http://www.alicepisudisili.splinder.com/
grazie alice
"Ormai i tempi sono cambiati. Cosa stimola un amante della televisione? Forse
vederla sempre, ovunque e comunque. Ed ecco che appare l’ennesima novità, la tv
che si vede da Internet. Wow. Colpisce l’utente perché può permette di
personalizzare la visione dei contenuti. E si torna a parlare di interattività,
quindi scambio, non visione passiva ma possibilità di fare, cambiare,
commentare, inviare, insomma entrare…La tv digitale ha visto un notevole
sviluppo e, ormai, tra satellite, digitale terrestre, web tv, dvb-h, siamo
circondati. Tecnologie sempre più tecnologiche…."http://benedetta85.wordpress.com/
grazie benedetta"La radio non è da meno. Digiti radio sul campo di ricerca di Google e…appare una lunghissima lista di siti delle emittenti italiane. Ma la vera sorpresa è che molte di esse possono essere ascoltate on-line. La radio ha ormai più di cent’anni di vita e sono lontani i tempi in cui Guglielmo Marconi tentava esperimenti di trasmissione dell’informazione attraverso onde elettromagnetiche….La radio oggi è uno strumento digitale a tutto tondo, è il più digitale tra tutti anche nel trasmettere…Ma in tutto questo manca ancora un passaggio, quello futuro, che probabilmente comporterà il ritorno alla radio parlata, che è stata, è e continuerà ad essere forte, fortissima".
venerdì 9 maggio 2008
Poesia - Berlino 25-4-2008

Sinai mondo ovunque scopro.Trovare qui ora, in Iraq le tue, bombe carta immobilizzante.Come me. Dentro l’occidente stanca.Fuori tutto. Io sono restato solo.Morti troppo cadute in mezzo sangue verde.Nella musica. Che assoli!. Basta….grrrrrrrrrrr. basta!!!!!!!!!!!Non c’è motivo. Non ora dai che fai lascia fare a me niente dire agire agire agire.In caduta in piena libertà, nel vuoto, soli per sempre anche dopo, domani.Sempre. Il resto è immobile le mie mani veloci.Calde umide e sciolte dal caldoventre femmina anche tu mi dirai lo sei un po’.Non c’è bisogno di ascoltare altro. Tutto nuovo per una volta.Un sogno diverso. Nuovo e diverso.Volgare eppur micidiale e altissimo più del torrente risale.Svelto risali vene scoppiano pianto di gioia in tesola resti l’anima di questo porco.Il vivo vino veritas vede vedere sa vedere.Vuole partire con le sue membra.È bagnato in fondo al cuore perde aria?.Perde e basta. Bastaaaaaaaaaa. Non sai suonare dice.Suona Chopin.Suonami me girami la testa. Dilaniami, bomba.Irrequieto animo femminile.Marcio maschio prepotente scontra me.Divarico l’essere ti inglobo, ora solo il tuo incubo, peggio:te stesso redento riscopri là lontano.Cosa vedi? L’anima l’hai forse persa?Basta allora. Dannati dannato porco.
mercoledì 7 maggio 2008
Istituzionale a chi? Tutto nella Rete, anzi nel sacco.
Un ricordo da ragazzino ancora mi impressiona e mi affascina. Riguarda il mondo di Internet scoperto già agli albori: eppur non sono passati secoli, eppur tutto è così diverso!. Sarà stato il ’95-’96: primo Pc a casa, prime prove di collegamento con i 56K. Non che oggi si viaggi sulla luna!… ma mi ricordo il sito dell’FBI. Una grafica scarna, austera e grigia, come le foto dei ricercati, uno dopo l’altro infilati nell’apposita griglia con tanto di scheda personale e taglia in tot dollars in bella vista. Che scioc. L’impenetrabile FBI rendeva “pubblici” dati impressionati sui ricercati e sulla loro pericolosità sociale. Una lista nera nella quale compariva Osama Bin Laden che già valeva 50 milioni di dollari e che poi per un po’ è sparito, per ricomparire in saldo a 25 milioni. Sembrava di violare chissà che sarcofagi segreti e di poter, connettendosi, arrivare ovunque. Oggi riguardando il Sito devo ammettere che è fatto meglio, anzi bene. Non fa più lo stesso effetto e non mi fa più interrogare sul fatto che ci potessero allora controllare, tanto è risaputo, si può proprio sapere tutto di quel che si fa su Internet*.
A proposito Celebra quest’anno proprio il centenario. Tutto un sorriso, un colore. Come sito Istituzionale devo dire che assomiglia a molti altri bei siti di governi e istituzioni pubbliche. Tranne qualche eccezione tipo bologna… bravo chi lo ha trovato... e me lo ha suggerito!.
*Anche le dichiarazioni dei redditi!...

